Canolo
Immergiti in un paesaggio dove la roccia sfida il cielo e le tradizioni secolari rivivono nel profumo del pane di segale
Situato sui Dossoni della Melia a circa 90 km da Reggio Calabria, Canolo domina la Locride da una posizione strategica e spettacolare. Il borgo è incastonato su una parete di roccia carsica, protetto da due imponenti canyon scavati dalle fiumare Novito e Pachina.
Questa particolare conformazione geologica, caratterizzata dalle guglie del Monte Mutolo, ha regalato al paese l’appellativo di “Dolomiti del Sud“.
Che tu sia un amante del trekking o un cercatore di borghi autentici, qui troverai un microclima ideale: la frescura estiva di Canolo Nuova (1000 m s.l.m.) la rende una delle mete più ambite per sfuggire alla calura della costa.
Esplorare le Dolomiti del Sud: mettiti alla prova con escursioni e arrampicate sulle formazioni rocciose che hanno reso celebre il borgo nei diari dei viaggiatori dell’Ottocento.
Assaggiare il Pane Jermano: visita i forni comunitari per scoprire il pane di segale (jermano), un’eccellenza Slow Food dal colore dorato scuro, prodotto con farina locale e lievito madre.
Scoprire il mondo sotterraneo: esplora le grotte calcaree di Kau e Zuparia, dove sono stati rinvenuti reperti risalenti al Neolitico.
Rigenerarsi alle sorgenti: bevi l’acqua pura della sorgente Canale, da cui si pensa derivi il nome stesso del paese.
Vivere il rito di Prestarona: partecipa alla festa della Madonna di Prestarona la prima domenica di Pasqua, un evento che unisce fede e tradizioni popolari.
Canolo ha origini bizantine, ma la sua fondazione ufficiale è legata alla fuga degli abitanti di Gerace dopo l’attacco arabo del 952.
Nel corso dei secoli è passata tra le mani di grandi famiglie come i Caracciolo e i Grimaldi, resistendo a terremoti e alluvioni.
Situato a breve distanza dal centro, questo santuario bizantino era anticamente una grancia del monastero di San Filippo d’Argirò.
È celebre per la statua lignea del ‘300 (attribuita alla scuola di Tino da Camaino) che raffigura la Madonna con il Bambino e una colomba.
Il vecchio borgo è un intrico di viuzze strettissime e case arroccate. Qui potrai ammirare:
Palazzo La Rosa: nobile edificio del Settecento situato nel centro del borgo.
Chiesa di San Nicola di Bari: consacrata nel 1753, simbolo della resilienza del paese contro il dissesto idrogeologico.
Le cave di pietra: siti di estrazione di marmi rossastri e minerali (lignite, bario e gesso) molto sfruttati in epoca borbonica.
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