Monasterace

il respiro della magna grecia

tra mare e borgo antico

tra mare e storia

dalle rovine della magna grecia al borgo medievale

Monasterace si divide tra il fascino archeologico della marina e il silenzio medievale del borgo collinare.

Qui, il confine tra passato e presente sfuma: potrai camminare tra i resti della città di Kaulon e, pochi minuti dopo, perderti nei vicoli del centro storico posto a 138 metri sul livello del mare.

Emozioni da vivere

la guida alle esperienze locali

Visitare Monasterace non significa solo osservare, ma immergersi in un’atmosfera sospesa nel tempo. Ecco cosa non puoi perderti:

Sentirti un antico greco nel Parco di Kaulon: camminerai tra le fondamenta del tempio dorico di Apollo, situato proprio sulla spiaggia, dove il confine tra terra e mare sembra svanire.

Incontrare il mitico Drago: presso il Museo Archeologico (MAK), scoprirai i celebri mosaici ellenistici che raffigurano draghi, delfini e ippocampi, simboli millenari di questo territorio.

Perdersi nel silenzio del borgo antico: risalirai verso Monasterace Superiore per attraversare le sue quattro massicce porte urbiche e ammirare il castello che domina la valle dal suo punto più alto.

Un tramonto dorato sul lungomare: dopo una giornata di esplorazione, potrai goderti la modernità del lungomare attrezzato, ideale per una passeggiata rigenerante con la brezza dello Ionio sulla pelle

tesori nascosti

tra le vie e la sabbia

Il cuore pulsante della visita è l’Area Archeologica dell’Antica Kaulon, dove le rovine continuano a riaffiorare dalle sabbie dorate rivelando mosaici di inestimabile valore.

Oltre ai resti del tempio, potrai scorgere i ruderi della chiesetta bizantina di San Marco.

Spostandoti nel centro storico collinare, sarai accolto dalla maestosa Chiesa Matrice del XVIII secolo e dalla Chiesa di San Nicola di Bari.

Se cerchi un contatto autentico con le radici del luogo, il Museo della Civiltà Contadina custodisce gli attrezzi e le storie di un passato rurale ancora vivo nella memoria dei residenti.

oltre la storia

sapori autentici e tradizioni vive

Monasterace vanta una tradizione agricola così intensa che in passato era nota come Monte Arachi, il paese dei legumi.

Durante la tua visita, potrai assaggiare i frutti di questa terra fertile, coltivata fin dai tempi dei monaci basiliani grazie a ingegnosi sistemi di terrazzamento. Se capiti nel fine settimana, non perdere il mercatino rionale del sabato mattina sul lungomare, perfetto per scoprire i prodotti locali.

L’estate monasteracese si accende con feste che uniscono fede e mare, come quella di Maria SS. di Porto Salvo a giugno, con la sua suggestiva processione in mare e gli spettacoli pirotecnici che illuminano il golfo.

miti e misteri

le origini di un nome antico

La leggenda narra che fu Caulone, figlio dell’amazzone Cleta, a fondare la città nell’VIII secolo a.C. approdando presso l’attuale Faro di Monasterace.

Il nome stesso del borgo è un enigma affascinante: deriva dal greco Monastiraki (“piccolo monastero”), in onore degli eremi bizantini che fiorirono nella Valle dello Stilaro.

Un dettaglio che ti colpirà è la processione di Sant’Andrea Avellino, detta “U territoriu”: ogni tre anni, i fedeli portano il santo a spalla percorrendo l’intero confine comunale, ignorando barriere architettoniche o campi coltivati pur di onorare la tradizione.

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