Lungomare Falcomatà

Vista Aerea Lungomare Falcomatà Reggio Calabria

Lungomare Falcomatà di Reggio Calabria: la terrazza sullo Stretto tra storia e incanto

Chiudi gli occhi e immagina di camminare lungo una terrazza naturale sospesa tra il blu del mare e l’azzurro del cielo. Davanti a te, oltre una ringhiera ornata di lampioni liberty, scintilla lo Stretto di Messina: le acque calme riflettono il sole del mattino, mentre all’orizzonte la sagoma della Sicilia e il cono maestoso dell’Etna sembrano a portata di mano. Una brezza leggera carica del profumo di salsedine e fiori mediterranei ti accarezza il viso, portando con sé echi di storie antiche. In lontananza, quasi un sussurro, riecheggiano voci dimenticate e visioni leggendarie: come scrisse il poeta Giovanni Pascoli, “Questo mare è pieno di voci e questo cielo è pieno di visioni”, suggerendo che tra le onde e le nuvole di Reggio Calabria vivono ancora miti e sogni senza tempo.

Questo luogo incantato esiste davvero: è il Lungomare Italo Falcomatà di Reggio Calabria, affettuosamente chiamato dai locali “Via Marina”. Non è un lungomare qualsiasi, ma un simbolo dell’anima di una città e un biglietto da visita che conquista chiunque vi passeggi. Non a caso viene celebrato come “il chilometro più bello d’Italia” (anche se in realtà i chilometri sono quasi due)

. Qui la storia millenaria, la bellezza naturale e la vivace cultura meridionale si intrecciano in un abbraccio unico. Che tu sia un reggino doc, un viaggiatore italiano o un turista venuto da lontano, pochi posti al mondo sanno regalare emozioni come una passeggiata sul Lungomare Falcomatà, tra la luce calda del sole, le palme ondeggianti e il panorama mozzafiato dello Stretto.

Storia e rinascita di un luogo simbolo

Il Lungomare Falcomatà non è solo un panorama da cartolina, ma il risultato di una lunga storia di distruzione e rinascita. Reggio Calabria ha affrontato nei secoli terremoti devastanti che hanno cambiato il volto della città, e ogni volta il lungomare è risorto dalle macerie, più bello e forte di prima.

La prima “via Marina” nacque dopo il terremoto del 1783: sulle rovine di una città ferita, l’ingegnere Giovan Battista Mori progettò un ampio viale affacciato sul mare.

Immagina la scena: la costa calabra si risveglia dal trauma, e al posto delle case crollate appare una passeggiata nuova, aperta alla brezza marina e abbracciata dal profilo delle Real Palazzine, gli eleganti edifici che seguivano la curvatura naturale della riva.

Circa cent’anni dopo, un altro evento rivoluzionò la costa: l’arrivo della ferrovia. I binari tagliarono in due la città e costrinsero a ripensare completamente l’affaccio sullo Stretto.

Ancora una volta Reggio dovette adattarsi, spostando più avanti la linea del suo lungomare per fare spazio al progresso industriale.

Ma la prova più dura arrivò con il catastrofico terremoto del 1908, che rase al suolo Reggio e la vicina Messina. Di nuovo la città raccolse il coraggio e iniziò a ricostruire. Il lungomare rinacque allora nella forma che ancora oggi ammiriamo: un viale alberato con eleganti palazzi in stile Liberty, giardini e monumenti, sorto come una fenice dalle ceneri di un disastro.

Negli anni Novanta il Lungomare Falcomatà ha vissuto la sua “quarta vita”. 

Sotto la guida del sindaco Italo Falcomatà – a cui oggi è intitolato – la passeggiata a mare è stata completamente riqualificata durante quella che venne chiamata la “Primavera di Reggio”.

Era il 1994 quando iniziarono grandi lavori di rinnovamento urbano: si crearono diverse terrazze e percorsi pedonali su più livelli, integrando la spiaggia sottostante con il livello strada, trasformando la via Marina in uno spazio pubblico moderno e accogliente, tra i più estesi d’Europa.

Da allora, questo lungomare è tornato a splendere come il cuore pulsante della città, scenario di passeggiate quotidiane e grandi eventi.

Ogni pietra della pavimentazione e ogni palma che svetta verso il cielo raccontano la resilienza di Reggio Calabria: un luogo che ha saputo reinventarsi più volte, restando sempre il salotto buono della città e l’abbraccio tra Reggio e il suo mare.

Luoghi e simboli lungo la passeggiata

Athena Promachos Close Up Dettaglio Statua Monumento Arena dello Stretto Lungomare Falcomatà

Camminando sul Lungomare Falcomatà, ogni pochi passi c’è qualcosa che cattura l’attenzione e racconta un frammento dell’anima di Reggio.

Tra le alte palme e i fiori colorati delle aiuole, spuntano monumenti, statue e scorci panoramici indimenticabili. Uno dei primi simboli che incontriamo è l’Arena dello Stretto – un anfiteatro all’aperto che sembra uscito dall’epoca della Magna Grecia.

I suoi gradoni semicircolari in pietra degradano dolcemente verso il mare, formando un teatro dove il palcoscenico è la stessa acqua azzurra dello Stretto.

Sedersi qui, anche quando non ci sono spettacoli, significa abbracciare con lo sguardo un panorama unico: di fronte a noi Messina e le montagne siciliane, spesso con la cima fumante dell’Etna che fa capolino nelle giornate terse.

Alle spalle del palco, su un piccolo promontorio che si protende verso il mare, svetta un candido cippo marmoreo coronato da una statua bronzea: è Athena Promachos, la dea guerriera protettrice di Reggio.

La vediamo raffigurata nell’atto di brandire scudo e lancia, fiera contro il cielo. Questa statua (opera di Michele di Raco detto “Bonfiglio”, 1932) è molto più di un simbolo mitologico: sorge nel punto esatto dove il re Vittorio Emanuele III sbarcò per la prima volta in Italia da sovrano nel 1900, e da qui veglia idealmente sulla città, fondendo storia reale e leggenda in un’unica immagine suggestiva.

Poco oltre l’Arena, una fontana monumentale dalle linee classiche zampilla all’ombra delle magnolie: di notte si illumina in vari colori, guadagnandosi il soprannome di “La Luminosa”.

Proseguendo la passeggiata, sul lato mare spiccano anche opere d’arte contemporanea che sorprendono il visitatore.

Tre grandi sculture in bronzo dell’artista Rabarama, adagiate sul prato, rappresentano figure umane decorate con misteriosi simboli: sembrano giganti addormentati in contemplazione del mare, aggiungendo un tocco di modernità al contesto storico.

Più avanti, verso la zona del Lido comunale, si stagliano verso il cielo le particolarissime colonne metalliche dell’installazione Opera di Edoardo Tresoldi: una serie di colonne trasparenti in rete d’acciaio che ricordano le rovine di un tempio emerso dalla spiaggia.

Al tramonto, queste colonne si colorano di arancio e rosa, creando un gioco di luci e ombre che lascia senza fiato chi le osserva.

Anche il lato interno del lungomare offre tesori: basta voltare le spalle al mare per ritrovarsi di fronte a eleganti palazzi in stile Liberty dai colori pastello.

Questi edifici – come il Palazzo Zani, il Palazzo Spinelli o la facciata fiabesca della Villa Genoese Zerbi – furono costruiti nei primi decenni del Novecento e conferiscono alla via un’eleganza d’altri tempi.

Tra essi si apre l’ingresso della Villa Comunale Umberto I, un giardino storico e botanico.

Entrarvi è come fare un passo in un piccolo paradiso verde: sentieri ombreggiati conducono tra alberi esotici secolari (dal maestoso ficus magnolioides alle palme rare importate da lontani paesi), aiuole profumate, statue in marmo coperte di edera e persino un laghetto con ninfee.

La Villa Comunale è il luogo dove i reggini vengono a cercare refrigerio nelle ore più calde, sedendosi sulle panchine in ferro battuto mentre intorno riecheggiano i cinguettii e, in lontananza, la risacca del mare.

È un’oasi di pace a pochi metri dalla vivace via Marina, e anch’essa racconta la storia: fu inaugurata nel 1896 e arricchita nel tempo con specie vegetali da tutto il mondo, tanto da essere stata uno dei primi orti botanici del Sud Italia.

Nel corso della passeggiata si incontrano anche numerosi monumenti commemorativi e resti archeologici, che fanno del lungomare un vero museo a cielo aperto.

Tra questi spicca il Monumento ai Caduti di Tutte le Guerre, con la sua Vittoria Alata in bronzo che innalza una corona verso il cielo, posta su un alto basamento a ricordo dei caduti reggini. Poco più in là, una stele riporta incisi i versi di Giovanni Pascoli dedicati al mare di Reggio, proprio quelli evocativi delle “voci” e “visioni” del cielo e del mare.

Non mancano poi le tracce della Reggio antica: dietro una protezione in vetro si può osservare un tratto delle mura greche del IV secolo a.C., sopravvissute incredibilmente ai millenni, e accanto a esse i resti di un impianto di terme romane dove un tempo risuonavano le voci dei nostri antenati latini.

Ogni tappa lungo il lungomare – che sia un’opera d’arte moderna, un palazzo storico, una fontana o un reperto millenario – aggiunge un tassello al mosaico di emozioni e scoperte che questo luogo regala.

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Panorami, natura e leggende dello Stretto

Il panorama offerto dal Lungomare Falcomatà è in continua mutazione con il variare della luce e delle stagioni.

Al mattino presto, quando il sole si leva alle spalle della città e illumina di sbieco le acque, lo Stretto appare come uno specchio d’argento su cui si stagliano nitidamente le coste siciliane.

Al tramonto, invece, il cielo si accende di tonalità calde – arancio, rosa e porpora – e le sagome delle colline di Messina si scuriscono pian piano, finché all’imbrunire centinaia di luci sull’altra sponda iniziano a brillare come riflessi di stelle nell’acqua. Nelle sere limpide, la cima innevata dell’Etna può tingersi di rosso fuoco negli ultimi raggi di sole, regalando uno spettacolo naturale indimenticabile.

La natura qui è generosa: oltre alle palme e alle piante ornamentali che punteggiano il lungomare, tutto intorno si avvertono i profumi tipici del Mediterraneo.

D’estate, soprattutto, l’aria porta sentori di salsedine, di gelsomino e talvolta di bergamotto, l’agrume simbolo di Reggio Calabria. Basta chiudere gli occhi per percepire il mix unico di fragranze: il dolce dei fiori e l’aspro del mare. Il vento stesso è protagonista – a volte una brezza leggera da sud che arriva tiepida dall’Africa, altre volte un soffio più fresco da nord che increspa appena le onde.

Ascoltando con attenzione, si possono sentire i richiami dei gabbiani mischiarsi al fruscio delle fronde e al mormorio ritmico delle onde che si infrangono sulla riva sottostante.

Non stupisce che uno scenario così suggestivo abbia alimentato nei secoli miti e leggende. Gli antichi navigatori greci e romani, passando di qui, temevano le insidie delle correnti imprevedibili dello Stretto: fu così che nacque il mito di Scilla e Cariddi, i due mostri marini posti l’uno di fronte all’altro a guardia di questi stretti passaggi.

Ancora oggi, osservando i mulinelli che talvolta increspano la superficie del mare, è facile immaginare le fauci di Cariddi nascoste sotto le acque, pronte a inghiottire i marinai imprudenti.

Ma la leggenda più celebre legata a queste acque è quella della Fata Morgana. Si narra che in un lontano passato un re, giunto sulla costa calabrese con l’intento di conquistare la Sicilia, rimase incantato da una visione miracolosa: la fata Morgana, dalle profondità magiche dello Stretto, fece apparire l’isola come se fosse così vicina da poterla raggiungere in pochi passi. Accecato dall’illusione, il re corse verso il mare convinto di toccare terra ferma, ma precipitò tra le onde e scomparve, vittima dell’inganno della fata.

In realtà, quella visione ha una spiegazione naturale: è un raro fenomeno ottico che avviene soprattutto in giornate calde e calme, quando gli strati d’aria creano una specie di specchio che riflette e ingrandisce l’immagine di Messina sullo Stretto.

Così i palazzi e le coste siciliane paiono fluttuare vicinissimi, sospesi sull’acqua come in un sogno. Chi ha la fortuna di assistere a questo “miraggio di Fata Morgana” dal lungomare, difficilmente lo dimentica: per qualche attimo Calabria e Sicilia sembrano abbracciarsi in un’unica visione fiabesca, facendo capire perché questo lembo di mare abbia ispirato tante storie.

Tra realtà e mito, la bellezza del luogo sta proprio in questo: passeggiando qui, ci si sente parte di una narrazione millenaria.

Ogni soffio di vento potrebbe essere il respiro di un’antica dea, ogni riflesso del sole sulle onde un messaggio cifrato di fate e sirene. Ed è facile perdere lo sguardo all’orizzonte e lasciar correre la fantasia, immaginando navi greche a vela latina, eroi in viaggio e creature leggendarie che popolano le profondità.

Sul Lungomare Falcomatà, la linea sottile tra il mondo reale e quello delle leggende sfuma dolcemente, regalando al visitatore l’emozione di sentirsi, per un momento, dentro una favola mediterranea.

Il Lungomare al mattino: pace e luce

La mattina sul Lungomare Falcomatà ha un fascino tutto suo, fatto di quiete e dolcezza. Nei primi raggi del sole, la pietra chiara della pavimentazione e le facciate dei palazzi liberty si tingono di una luce dorata morbida.

L’aria è fresca, carica dell’odore salmastro del mare notturno e del profumo di caffè che inizia a diffondersi dai bar del centro.

A quest’ora il lungomare appartiene soprattutto ai reggini: c’è chi approfitta delle ore più fresche per fare jogging lungo il viale, con le scarpe che battono un ritmo cadenzato accanto al fruscio delle onde; c’è chi porta a spasso il cane, fermandosi ogni tanto a respirare il panorama in silenzio; c’è qualche anziano seduto su una panchina che sfoglia il giornale mentre il sole sale piano dall’entroterra, e le cime dell’Aspromonte alle spalle della città brillano nitide.

In una mattina limpida, volgendo lo sguardo a ovest si può vedere la costa siciliana in ogni dettaglio: i paesini arroccati sulle colline di fronte, le navi che lentamente attraversano lo Stretto, e se la fortuna assiste, persino uno sbuffo di fumo dal cratere dell’Etna. È il momento ideale per scattare foto, quando il mare è calmo come una tavola e riflette il cielo come uno specchio d’acqua.

Il silenzio è rotto solo dal verso di qualche gabbiano e dal lieve sciabordio delle onde contro la riva sottostante.

Verso le 9 del mattino, il lungomare inizia pian piano ad animarsi: aprono i chioschi e i bar all’aperto dove poter fare colazione con un cornetto e un cappuccino vista mare. Immagina di sederti a un tavolino con la brezza marina che ti accarezza, assaporando una granita al caffè con panna (specialità tipica calabrese-sicula) mentre osservi la città che si sveglia attorno a te.

Se ami l’arte e la storia, dalla Via Marina in pochi passi puoi raggiungere il Museo Archeologico Nazionale, che apre proprio in mattinata e custodisce i famosi Bronzi di Riace – un’ottima idea per proseguire il tuo itinerario culturale dopo la passeggiata mattutina.

Oppure, nelle giornate più calde, puoi scendere nella spiaggetta sottostante il lungomare per rinfrescarti con un tuffo nelle acque azzurre: già dalle prime ore, il mare invita i più mattinieri a un bagno rigenerante. Insomma, il mattino qui regala un equilibrio perfetto tra relax e scoperta: è l’inizio ideale di una giornata a Reggio Calabria, quando la città appartiene ancora ai suoi abitanti e il Lungomare risplende di una bellezza tranquilla e familiare.

Tramonto Reggio Calabria Ruota Panoramica

L'incanto del tramonto sullo Stretto

Se il mattino al lungomare è placido e luminoso, il tramonto porta con sé un’atmosfera magica e romantica.

Già nel tardo pomeriggio, quando il sole inizia la sua discesa verso l’orizzonte dietro la Sicilia, la passeggiata si anima di nuovi colori e di persone che escono per godersi il momento più suggestivo della giornata.

Le acque dello Stretto si tingono di riflessi dorati e aranciati, come se una coperta di seta colorata venisse adagiata sul mare. Le lunghe ombre delle palme si allungano sul viale e l’aria si fa più mite, alleviando il caldo del giorno.

Molti reggini e turisti scelgono questo momento per la classica passeggiata serale prima di cena. Vedrai famiglie intere camminare con passo lento, bambini che ridono inseguendo un palloncino, coppie di innamorati mano nella mano che si fermano ad ammirare il sole sparire dietro le montagne lontane.

Sulle panchine rivolte verso lo Stretto, ci si accomoda fianco a fianco a sconosciuti, tutti con il naso all’insù verso il cielo infuocato, condividendo senza parlare lo stesso stupore.

È l’ora in cui gli artisti di strada iniziano ad apparire: un violinista che suona una melodia dolce che si diffonde nell’aria dorata, un pittore che cerca di catturare su tela quel cielo dalle sfumature impossibili, oppure un giovane con la chitarra che intona canzoni mediterranee seduto sul muretto.

L’atmosfera diventa quasi da film: ogni suono è più ovattato, ogni colore più vivido.

Questo è anche il momento perfetto per un aperitivo con vista mare.

Sul lato opposto della strada o in uno dei locali con terrazza panoramica, tanti si siedono per sorseggiare un bicchiere di vino bianco locale o un cocktail agrumato a base di bergamotto, accompagnato da olive e stuzzichini, mentre il cielo passa dall’arancio al viola e infine al blu della sera.

Immagina di alzare il calice insieme ai tuoi compagni di viaggio proprio nell’istante in cui il sole tocca l’acqua in lontananza: brindare al tramonto sul lungomare di Reggio è un’esperienza che scalda il cuore.

Durante l’estate, il tramonto segna anche l’inizio degli eventi serali. Spesso all’Arena dello Stretto sono in programma spettacoli che iniziano proprio al calar del sole: può trattarsi di un concerto jazz, di una proiezione cinematografica all’aperto o di una performance di danza.

Assistere a uno spettacolo qui significa vedere il palco illuminarsi man mano che il cielo si scurisce, con le prime stelle che compaiono sopra le colonne dell’arena e le luci di Messina che brillano sullo sfondo. Uno scenario da sogno, in cui arte e natura si fondono.

Quando il sole infine scompare e il cielo si vela delle prime ombre blu della sera, rimane nell’aria una sorta di incanto. Gli ultimi riflessi rossastri disegnano profili dorati sulle nuvole e sul filo dell’acqua.

La gente inizia ad applaudire spontaneamente – sì, capita anche questo, che al lungomare di Reggio qualcuno applauda il tramonto come farebbe davanti a un’opera d’arte, contagiando tutti con un sorriso.

In quei momenti capisci davvero perché questo luogo sia tanto amato: ogni tramonto qui non è mai uguale al precedente, ed è sempre uno spettacolo che tocca l’anima.

La vita di sera: lungomare sotto le stelle

Cala la notte, ma il Lungomare Falcomatà non perde il suo fascino – anzi, si trasforma in un salotto vivace sotto un cielo di stelle.

Le eleganti lampade liberty lungo la via si accendono, diffondendo una luce calda e soffusa che disegna giochi di chiaroscuro tra i tronchi delle palme e le facciate dei palazzi. È come se il lungomare indossasse un abito da sera, pronto ad accogliere chi vuole vivere la notte reggina all’aperto.

Nelle serate estive, questo è il regno della passeggiata notturna: dopo cena, centinaia di persone tornano sul lungomare per godere del fresco e della compagnia.

Si cammina lentamente, senza fretta, gustando magari un gelato artigianale – tappa obbligata è la storica Gelateria Cesare, un chiosco verde che accompagna i reggini da oltre cent’anni, celebre per il gelato al bergamotto e le granite squisite. Non sarà strano vedere una piccola folla allegra radunata attorno al chiosco, tutti in attesa del proprio cono o brioche ripiena di gelato, da assaporare poi passeggiando con lo sguardo rivolto alle luci di Messina dall’altra parte del mare.

La musica spesso accompagna le serate: da un locale può diffondersi una melodia di chitarra e voce, oppure in Piazza Indipendenza (uno dei punti di accesso al lungomare) potrebbe esserci un piccolo concerto o un DJ set all’aperto. I suoni si mescolano al brusio delle conversazioni in diverse lingue – perché d’estate qui si incontrano turisti da ogni parte del mondo, tutti accomunati dall’ammirazione per la bellezza del luogo.

La brezza notturna porta con sé il profumo dei fiori notturni e del mare calmo. Qualche volta, dal porto poco distante, si sente la sirena di un traghetto che salpa nella notte, aggiungendo un tocco da film al paesaggio sonoro.

Il lungomare di sera è anche un luogo sicuro e frequentato da famiglie: bambini che fino a tardi corrono e giocano (magari con quei giocattoli luminosi che i venditori ambulanti lanciano in aria come piccole comete colorate), gruppetti di adolescenti seduti sul muretto a chiacchierare, anziani che discutono delle notizie del giorno seduti sulle panchine.

Tutte le generazioni si mescolano sotto il cielo stellato reggino, godendosi il clima mite che anche in primavera e autunno consente piacevoli passeggiate serali. In inverno, quando le notti sono più frizzanti, il lungomare si fa più silenzioso e contemplativo, ma resta incantevole: camminare avvolti in una giacca, con l’aria pungente che sa di mare e le luminarie natalizie (se è periodo di feste) che aggiungono un tocco di magia, è un’esperienza altrettanto suggestiva.

Talvolta, eventi e manifestazioni arricchiscono la vita notturna: fuochi d’artificio sul mare in occasione di feste patronali, spettacoli di luci proiettate sulle facciate dei palazzi durante le notti bianche estive, o ancora bancarelle di artigianato e street food locale che compaiono durante festival e sagre.

Ogni sera sul Lungomare Falcomatà può riservare una sorpresa diversa. Ma anche nelle notti più tranquille, basta appoggiarsi al parapetto che separa la passeggiata dalla discesa verso la spiaggia, e perdersi a guardare le onde illuminate dalla luna. Il riflesso argenteo della luna sullo Stretto e il luccichio lontano delle stelle e delle barche creano un’atmosfera da favola.

In quei momenti, con il rumore lieve del mare e la città che respira piano alle tue spalle, ti sentirai parte di un dipinto vivente: il lungomare di Reggio, di notte, riesce davvero a toccare l’anima di chi lo vive.

Eventi e appuntamenti: un lungomare che vive tutto l’anno

Il Lungomare Falcomatà non è soltanto un luogo da vedere, ma anche da vivere, grazie ai tanti eventi e attività che lo animano in diversi periodi dell’anno. Durante l’estate, in particolare, la via Marina si trasforma in un grande palcoscenico a cielo aperto. Il Comune di Reggio organizza l’Estate Reggina, un ricchissimo cartellone di spettacoli da luglio a settembre: concerti di artisti nazionali e internazionali, serate di teatro e cabaret sotto le stelle, rassegne di cinema all’aperto e persino DJ set al tramonto.

L’Arena dello Stretto è spesso il cuore di questi eventi: qui si tengono serate del Reggio Calabria Film Fest, con proiezioni di film in riva al mare, e sfilate o show di moda come il particolare festival “Tesori del Mediterraneo”, che unisce competizioni sportive in acqua (come regate nello Stretto) a spettacoli serali di cultura e bellezza.

Non è insolito passeggiare sul lungomare in una sera d’agosto e imbattersi in un concerto gratuito, con il pubblico seduto sui gradoni dell’arena e sulla spiaggia ad applaudire, o in gruppi di ballerini che si esibiscono su una piattaforma allestita sul corso.

Anche al di fuori della stagione estiva, il lungomare è sede di manifestazioni popolari. In primavera, ad esempio, ospita spesso fiere e mercatini: dal mercatino di fiori e piante che colora la passeggiata di mille profumi, alle fiere dell’artigianato locale dove trovare ceramiche, tessuti e prodotti tipici calabresi.

Non mancano eventi sportivi: corse podistiche e maratone cittadine che sfruttano il percorso rettilineo e scenografico del lungomare, raduni di biciclette e perfino gare di nuoto in acque libere nello Stretto per i più temerari.

A settembre, la città di Reggio celebra la sua Festa della Madonna della Consolazione, la patrona cittadina.

In quei giorni (secondo weekend di settembre), l’intera città è in fermento: dopo la solenne processione religiosa, la festa civile coinvolge anche il lungomare con concerti e spettacoli. Le notti di metà settembre si accendono di luminarie e spesso si concludono con spettacolari fuochi d’artificio che illuminano il cielo sopra il mare, offrendo un momento di gioia collettiva a cui assistono migliaia di persone affacciate tra la Via Marina e la spiaggia.

In inverno, l’atmosfera diventa più intima ma non meno affascinante. Nel periodo natalizio, il lungomare si arricchisce di decorazioni e luci: alte stelle e alberi di Natale luminosi vengono collocati lungo il viale e nelle piazze adiacenti, creando un percorso scintillante.

Talvolta vengono organizzati concerti di Natale all’aperto o spettacoli di zampognari (i tradizionali suonatori di cornamuse calabresi) che diffondono melodie antiche tra le palme. E a Capodanno, non di rado, la mezzanotte viene salutata da giochi pirotecnici sul mare e dalla gente che si riversa sulla via per scambiarsi gli auguri sotto il cielo aperto.

In qualunque periodo tu decida di visitare Reggio Calabria, è probabile che sul Lungomare Falcomatà accada qualcosa di interessante.

Ma anche quando non vi sono eventi programmati, c’è sempre vita: che siano i ragazzi che giocano a pallone sul tratto di spiaggia libera, un gruppo di appassionati di yoga che al mattino fa meditazione guardando le onde, o semplicemente la quotidianità dei reggini che qui festeggiano compleanni con un picnic sul prato o si danno appuntamento per una passeggiata in compagnia.

Il lungomare è il salotto buono della città e il suo palcoscenico sociale: ogni giorno dell’anno offre un’esperienza diversa, dal semplice relax all’intrattenimento, dalla contemplazione solitaria alla festa collettiva. Basta esserci, lasciarsi coinvolgere e farsi portare dal flusso di vita che scorre lungo questo chilometro di meraviglie.

Alla fine di questo viaggio tra bellezze e emozioni, il Lungomare Falcomatà si rivela molto più che una semplice strada sul mare: è un luogo dell’anima, dove ogni momento della giornata ha un colore e un sapore speciale. Qui la storia, la natura e la vita quotidiana si fondono in un’esperienza che resta nel cuore di chi la vive.

Basta una passeggiata, magari al tramonto con il sole che bacia lo Stretto, per capire perché questo lungomare abbia conquistato generazioni di viaggiatori. È un invito per tutti: vieni anche tu a camminare su questo chilometro di meraviglie, lascia che il vento dello Stretto ti racconti i suoi segreti e preparati a portare con te il ricordo indelebile di Reggio Calabria e del suo abbraccio sul mare.

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