Il Parco Nazionale dell’Aspromonte è un sistema di 37 comuni della città metropolitana di Reggio Calabria, tenuti insieme da fiumare, crinali e strade di montagna. Chi lo attraversa come area protetta vede boschi e sentieri. Chi lo legge attraverso i borghi dell’Aspromonte capisce perché i paesi stanno dove stanno e perché molti hanno un doppio.
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Il Parco Nazionale dell'Aspromonte in numeri
La legge 305 del 28 agosto 1989 ha previsto il Parco. Il D.P.R. del 14 gennaio 1994 ha istituito l’Ente Parco e il D.P.R. del 10 luglio 2008 ha fissato il perimetro attuale (fonte: Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica). La superficie è di 64.153 ettari di cui i boschi ne coprono circa 40.000. La vetta più alta è Montalto, 1.956 metri.
Ad aprile 2021 l’UNESCO ha inserito l’Aspromonte nella rete dei Geoparchi mondiali. Il dossier del Geoparco conta 8 geositi di rilevanza internazionale e 89 geositi censiti (Ente Parco, 2021). Il riconoscimento è in fase di rivalidazione e l’Ente Parco pubblica gli aggiornamenti sul proprio sito
Perché leggere l'Aspromonte attraverso i borghi
Le fiumare hanno deciso dove sorgono i paesi. Sono letti larghi e ciottolosi, asciutti per gran parte dell’anno e violenti durante le piene. Per secoli hanno collegato la montagna al mare, e le comunità hanno costruito le case sugli speroni di roccia che le sovrastano. L’Amendolea, la fiumara principale dell’area grecanica, scende per circa 32 chilometri dalle montagne di Gambarie fino al mare di Condofuri.
Il Novecento ha rotto questo schema. L’alluvione del 16-18 ottobre 1951 costrinse le autorità a evacuare Africo e mise in pericolo Bova (ISPRA, Memorie descrittive della Carta geologica d’Italia). Le alluvioni del 1971 e del 29 dicembre 1973 svuotarono Roghudi, che contava circa 1.650 abitanti. Le comunità vennero ricostruite sulla costa ionica: Africo Nuovo vicino a Bianco, Roghudi Nuovo nel 1988 in un’enclave dentro il territorio di Melito di Porto Salvo, a circa 40 chilometri dal paese vecchio.
I borghi dell'Aspromonte, sistema per sistema
L'area grecanica lungo l'Amendolea: Bova, Gallicianò, Roghudi Vecchio
Bova è il riferimento culturale della Bovesìa, l’area dove sopravvive il greco di Calabria. I nomi delle vie sono scritti in italiano e in greco. Il Museo della lingua greco-calabra, dedicato al glottologo tedesco Gerhard Rohlfs e aperto nel 2016, è il punto di partenza per capire la lingua che si sente ancora parlare dagli anziani. Bova fa parte del circuito I Borghi più belli d’Italia e ha la Bandiera Arancione del Touring Club Italiano.
Condofuri, con la frazione di Gallicianò, e Roccaforte del Greco completano il nucleo ellenofono insieme a Roghudi e Bova Marina. Ad agosto l’area ospita Paleariza, il festival della musica grecanica.
Roghudi Vecchio sta su uno sperone a circa 600 metri, sopra la confluenza tra l’Amendolea e il torrente Furria. Il paese è disabitato e ricade in un’area classificata a rischio idrogeologico R4. Si visita con prudenza e con una guida.
La Locride aspromontana: San Luca, Polsi, Africo Vecchio, Canolo
Il Santuario della Madonna della Montagna sorge a Polsi, frazione di San Luca, a 862 metri nella valle della fiumara Bonamico. Il pellegrinaggio va dal 31 agosto al 2 settembre e richiama carovane da tutta la provincia di Reggio Calabria e dalla Sicilia orientale. Nel 2024 la strada è stata chiusa in località Tre Aree e i pellegrini hanno percorso a piedi gli ultimi 3 chilometri: le disposizioni cambiano ogni anno.
Ad Africo Vecchio si arriva solo a piedi. Tra i ruderi restano la chiesa e la scuola intitolata a Umberto Zanotti Bianco, che studiò le condizioni del paese dopo l’alluvione del 1927. Nel 1948 il reportage di Tommaso Besozzi e Tino Petrelli su L’Europeo portò Africo davanti all’opinione pubblica nazionale.
Canolo segue la stessa regola con una variante. Il centro storico sta tra i canyon delle fiumare Novito e Pachina, sotto le guglie del Monte Mutolo che in zona chiamano Dolomiti del Sud. Dopo le alluvioni degli anni Cinquanta e i dissesti del paese vecchio, parte della comunità si è spostata sull’altopiano della Melia, a Canolo Nuova: qui il doppio sta in montagna, non sulla marina. Anche Gerace, altro borgo del circuito I Borghi più belli d’Italia, rientra nei 37 comuni del Parco.
Il crinale: Gambarie e Santo Stefano in Aspromonte
Gambarie, frazione di Santo Stefano in Aspromonte a oltre 1.300 metri, è la porta d’accesso più usata da Reggio Calabria. Ospita la sede dell’Ente Parco, in via Aurora 1, ed è il punto di partenza del Sentiero del Brigante, che attraversa l’Aspromonte fino alle Serre con arrivo a Stilo o a Serra San Bruno.
Il versante tirrenico, il meno raccontato
Scilla, Sant’Eufemia d’Aspromonte, Delianuova, Oppido Mamertina, Cosoleto e Sinopoli fanno parte del Parco, ma le guide li presentano raramente come paesi di montagna. Qui il Parco incontra la Piana di Gioia Tauro e la Costa Viola. Scilla compare quasi sempre come località di mare, anche se parte del suo territorio comunale rientra nel perimetro del Parco.
Come leggere un borgo dell'Aspromonte: quattro domande
Prima di scegliere dove andare, fai a ogni paese quattro domande. Servono a capire cosa stai guardando e a chi rivolgerti una volta arrivato.
1. Su quale fiumara si affaccia? La fiumara spiega la posizione del paese, le vie d’accesso e spesso i rischi. Bova e Roghudi guardano l’Amendolea, San Luca e Polsi il Bonamico.
2. Dov’è il suo doppio? Se esiste un paese nuovo, sulla costa o in quota, lì trovi le famiglie, le feste di ritorno e chi custodisce la memoria. Roghudi Nuovo, Africo Nuovo e Canolo Nuova completano i centri storici.
3. Che cosa conserva che altrove si è perso? A Bova la lingua greca di Calabria, a Polsi un pellegrinaggio che le comunità ripetono ogni anno a piedi o in carovana.
4. Chi lo tiene accessibile oggi? Pro loco, associazioni, guide e cooperative decidono se un borgo si visita o si guarda dal finestrino. Cercali prima di partire e avvisali del tuo arrivo.
Cosa fare nel Parco Nazionale dell'Aspromonte: tre giornate costruite sui borghi
Giornata grecanica
Mattina a Bova, con il museo e il centro storico. Pomeriggio verso Gallicianò e, con una guida, Roghudi Vecchio. Il giro si fa in auto con brevi tratti a piedi.
Tappe: Bova (Museo della lingua greco-calabra) · Gallicianò · Roghudi Vecchio. Apri la mappa a schermo intero
Giornata in Quota
Partenza da Gambarie, con passaggio alla sede dell’Ente Parco per le informazioni aggiornate sui sentieri. Escursione con una guida ufficiale su un tracciato scelto in base alle condizioni del giorno.
Tappe: Gambarie, sede dell’Ente Parco · Montalto, 1.955 m (percorso da concordare con la guida).
Giornata nella Locride
Tappe: San Luca · Santuario della Madonna della Montagna di Polsi · Africo Vecchio. Apri la mappa a schermo intero
Le altre attività nei borghi della provincia sono raccolte nella sezione dedicata.Trekking in Aspromonte: cosa verificare prima di partire
Per i percorsi meno battuti affidati alle guide ufficiali del Parco Nazionale dell’Aspromonte. Conoscono lo stato dei tracciati e le storie dei paesi che attraversi. Trovi i contatti anche nella pagina Esperienze di Visit Reggio Calabria.
FAQ
Il modo più completo per visitare il Parco Nazionale dell’Aspromonte è alternare borghi ed escursioni. L’area grecanica con Bova e Roghudi Vecchio, il Santuario di Polsi a San Luca e Gambarie, sede dell’Ente Parco, coprono tre versanti diversi del massiccio. Per i sentieri conviene rivolgersi alle guide ufficiali del Parco.
Bova e Gerace fanno parte del circuito I Borghi più belli d’Italia ed entrambi rientrano tra i 37 comuni del Parco. Per l’area grecanica si aggiungono Gallicianò e Roghudi Vecchio, per la montagna Gambarie, per la devozione popolare Polsi, frazione di San Luca.
Il Parco Nazionale dell’Aspromonte comprende 37 comuni, tutti nella città metropolitana di Reggio Calabria. Tra questi ci sono Reggio Calabria, Scilla, Bova, Gerace, San Luca e Santo Stefano in Aspromonte.
Il Parco supera i 64.000 ettari: le fonti riportano valori tra 64.153 e 65.647 ettari. Il perimetro attuale è stato fissato dal D.P.R. del 10 luglio 2008. I boschi coprono circa 40.000 ettari.
La legge 305 del 28 agosto 1989 ha previsto il Parco. Il D.P.R. del 14 gennaio 1994 ha istituito l’Ente Parco, che ha sede a Gambarie di Santo Stefano in Aspromonte.
L’Aspromonte è un UNESCO Global Geopark dall’aprile 2021, un riconoscimento diverso dalla Lista del Patrimonio Mondiale. Il Geoparco conta 8 geositi di rilevanza internazionale e 89 geositi censiti, e il riconoscimento è soggetto a rivalidazione periodica.
Montalto, con 1.956 metri, è la vetta più alta dell’Aspromonte e del Parco Nazionale.
Il greco di Calabria si parla nell’area grecanica, o Bovesìa, sul versante ionico meridionale dell’Aspromonte. Il nucleo ellenofono comprende Bova, Bova Marina, Condofuri con la frazione di Gallicianò, Roccaforte del Greco e Roghudi. A Bova il Museo della lingua greco-calabra è dedicato al glottologo Gerhard Rohlfs.
Roghudi Vecchio è disabitato dopo le alluvioni del 1971 e del 1973 e ricade in un’area a rischio idrogeologico R4. Chi lo visita deve muoversi con prudenza, meglio con una guida, dopo aver verificato le condizioni di accesso con il Comune di Roghudi.
No. Pentedattilo è una frazione di Melito di Porto Salvo, comune che non compare tra i 37 del Parco. Si trova comunque vicino all’area grecanica e si abbina bene a una giornata tra Bova e Roghudi.
L’Ente Parco ha sede in via Aurora 1 a Gambarie, frazione di Santo Stefano in Aspromonte (RC), telefono 0965 743060. Sul proprio sito pubblica gli aggiornamenti sullo stato dei sentieri.
La festa della Madonna della Montagna si svolge dal 31 agosto al 2 settembre di ogni anno al Santuario di Polsi, frazione di San Luca. Le modalità di accesso in auto cambiano ogni anno: nel 2024 i pellegrini hanno percorso a piedi gli ultimi 3 chilometri.
Per i percorsi isolati la guida è la scelta consigliata. Frane, piene e incendi modificano i tracciati, e nel 2026 l’Ente Parco ha segnalato sentieri non percorribili. Le guide ufficiali del Parco conoscono lo stato aggiornato dei percorsi.
Il Sentiero del Brigante è un percorso escursionistico che parte da Gambarie e attraversa l’Aspromonte fino alle Serre calabresi, con arrivo a Stilo o a Serra San Bruno. Prima di percorrerlo conviene verificare tappe e stato del tracciato con l’Ente Parco o con le guide.
Le alluvioni del 1951 e del 1971-1973 hanno reso inabitabili diversi centri in quota. Africo è stata ricostruita sulla costa vicino a Bianco, Roghudi nel 1988 vicino a Melito di Porto Salvo, a circa 40 chilometri dal paese vecchio. Canolo ha fatto il percorso opposto, con Canolo Nuova sull’altopiano della Melia.
Chi ha scritto questo articolo
Christian Zuin è project manager e tourism marketing strategist. È fondatore e CEO di Protur Media, agenzia di comunicazione e marketing per il turismo e la promozione territoriale con sede a Reggio Calabria, e project manager della piattaforma Visit Reggio Calabria. Lavora su destination management, posizionamento delle destinazioni e progettazione di prodotti turistici per enti pubblici, DMO e imprese ricettive in Calabria e nel Mezzogiorno. Si occupa di formazione per operatori turistici e collabora con istituzioni accademiche sui temi del turismo nelle aree interne.





