Tra le pieghe della provincia di Reggio Calabria, lontano dalle spiagge della Costa Viola e dal lungomare Falcomatà, c’è una sequoia della California che sfiora i 35 metri d’altezza. Si trova nel giardino comunale di Cittanova, a meno di un’ora dal mare, e quasi nessuno lo sa.
Non è un caso isolato. Il Registro regionale degli alberi monumentali della Calabria conta 34 esemplari censiti nella sola provincia di Reggio Calabria, distribuiti in 19 comuni tra Aspromonte, Locride e Piana di Gioia Tauro.
Castagni che superano i nove metri di circonferenza, abeti che toccano i trentasei metri, un olivo che probabilmente vedeva passare i pastori già prima dell’Unità d’Italia. Questa è la mappa completa, albero per albero.
In questo articolo parliamo di
Cos'è (davvero) un albero monumentale
Non basta che un albero sia grande perché venga definito monumentale. La Legge 14 gennaio 2013, n. 10 ha messo ordine in un concetto che prima viveva solo nella tradizione orale dei paesi.
All’articolo 7 fissa la definizione di “albero monumentale” e demanda a un decreto ministeriale — quello del 23 ottobre 2014 — i criteri tecnici del censimento nazionale. (Approfondisci il testo della Legge 10/2013 su Wikipedia.)
La Calabria, peraltro, si era già mossa prima: la Legge Regionale 47/2009 — poi aggiornata dalla L.R. 1/2019 — tutela gli alberi monumentali calabresi come materia propria, in parallelo alla norma nazionale.
I criteri di monumentalità che leggerai nelle schede ufficiali sono sempre gli stessi: età e/o dimensioni del fusto, forma e portamento, valore ecologico, rarità botanica, pregio paesaggistico, valore storico, culturale o religioso.
Ogni esemplare censito ha una scheda tecnica con coordinate GPS, circonferenza e altezza misurate sul campo da agronomi e forestali. Non è un elenco di curiosità: è un censimento ufficiale, e ogni numero che leggerai qui sotto viene da lì.
Un dettaglio tecnico utile prima della classifica: 5 delle 34 schede del Reggino non descrivono un singolo tronco, ma un “insieme omogeneo” — un piccolo gruppo di alberi della stessa specie, censiti come un’unica unità (è il caso, per esempio, del gruppo di abeti bianchi di Tre Aie). I numeri di queste schede sono i valori massimi rilevati nel gruppo, segnalati con un asterisco.
(Curiosità da content calendar: la stessa Legge 10/2013 ha istituito il 21 novembre come Giornata Nazionale degli Alberi — una data pronta per un contenuto stagionale.)
I numeri della provincia di Reggio Calabria
Sui 34 alberi monumentali censiti nel Reggino, 27 si trovano in contesto extraurbano: boschi, terreni agricoli, versanti di montagna lontani dai centri abitati.
Solo 7 schede — distribuite in 5 comuni — descrivono esemplari in contesto urbano, raggiungibili senza una vera escursione: i due giganti di Cittanova, il pino domestico di Oppido Mamertina in pieno centro storico, l’olmo della piazza principale di San Lorenzo, il libocedro di Gambarie e i due esemplari di Siderno.
Il resto — la stragrande maggioranza del patrimonio — vive nell’entroterra dell’Aspromonte, spesso a pochi passi da sentieri che in pochi percorrono. I giganti veri non sono in piazza: sono in montagna.
La classifica completa dei giganti
Ecco tutti i 34 esemplari censiti nella provincia di Reggio Calabria, ordinati per circonferenza del fusto.
| Comune | Località | Specie | Circonferenza | Altezza |
|---|---|---|---|---|
| San Luca | Fontanelle | Castagno | 950 cm | 16 m |
| Varapodio | Ligoni | Olivo | 750 cm | 27 m |
| Samo | Croce di Belli | Cerro-Roverella | 660 cm | 20 m |
| San Luca | San Giorgio di Pietracappa | Castagno | 640 cm | 14 m |
| Samo | Ferraina | Rovere | 620 cm | 20 m |
| Samo | Foresta di Ferraina | Rovere meridionale | 595 cm | 22 m |
| Samo | Canovai Ferraina | Cerro-Roverella | 575 cm* | 20 m* |
| Reggio Calabria | Due Fiumare | Eucalitto rostrato | 570 cm | 30 m |
| Reggio Calabria | Tre Aie | Faggio | 560 cm | 20 m |
| Roghudi | Piscopio | Ontano nero | 540 cm | 18 m |
| Reggio Calabria | Gornelle | Faggio | 536 cm | 25 m |
| Condofuri | Gallicianò | Pioppo nero | 530 cm | 27 m |
| Samo | Croce di Dio Lodato | Cerro-Roverella | 530 cm | 13 m |
| Molochio | Trepidò | Faggio | 510 cm | 23 m |
| San Lorenzo | Piazza Regina Margherita | Olmo campestre | 510 cm | 10 m |
| Fiumara | Contrada Baglio | Roverella | 500 cm | 25 m |
| Scilla | Abetazzo | Abete bianco | 495 cm | 25 m |
| Siderno | Latticugna | Quercia castagnara | 493 cm | 20 m |
| Santa Cristina D'Aspromonte | Zervò | Abete bianco | 490 cm | 30 m |
| Santa Cristina D'Aspromonte | Zervò - Ex Sanatorio Vittorio Emanuele Iii | Abete bianco | 490 cm* | 31 m* |
| Siderno | Fondazione Monaca di Bello | Roverella | 484 cm* | 20 m* |
| Oppido Mamertina | Largo San Francesco | Pino domestico | 480 cm | 25 m |
| Samo | Canovai - Ferraina | Pino laricio | 475 cm | 25 m |
| Sant'Eufemia D'Aspromonte | Serra Petrulli | Pino laricio | 475 cm | 30 m |
| Santo Stefano in Aspromonte | Gambarie - Via Giuseppe Garibaldi 2 | Libocedro | 475 cm | 25 m |
| Cardeto | Mano di Maddà | Abete bianco | 470 cm | 25 m |
| Cittanova | Villa Comunale Carlo Ruggiero | Sequoia sempreverde | 435 cm | 34 m |
| Reggio Calabria | Tre Aie | Abete bianco | 411 cm* | 36 m* |
| Reggio Calabria | Marrappa | Platano comune | 393 cm | 28 m |
| Cittanova | Villa Comunale Carlo Ruggero | Pino strobo | 380 cm | 35 m |
| Bagaladi | Colonia di Chiera | Abete bianco | 365 cm* | 26 m* |
| Reggio Calabria | Fragolara | Pino laricio | 355 cm | 20 m |
| Bivongi | Vallone Folea | Ontano nero | 350 cm | 20 m |
| Santa Cristina D'Aspromonte | Zervò | Tasso | 320 cm | 15 m |
* valore massimo rilevato all'interno di un gruppo omogeneo di alberi della stessa specie, non di un tronco isolato. Dati: Registro regionale degli alberi monumentali della Calabria, rilievi 2018.
Il record di circonferenza appartiene al castagno di Fontanelle, frazione di San Luca: 950 centimetri, quasi dieci metri per fare un giro completo del tronco.
Il record di altezza va al gruppo di abeti bianchi di Tre Aie, sopra Reggio Calabria, che nei punti più alti arriva a 36 metri. Più del pino strobo e della sequoia di Cittanova (35 e 34 metri), entrambi piantati nello stesso giardino comunale.
Non a caso il registro segnala per entrambi anche il criterio della “rarità botanica“: sono specie non autoctone, portate in Calabria probabilmente in epoca ottocentesca.
Ci sono poi storie che la tabella, da sola, non racconta.
A Condofuri, nella frazione di Gallicianò — cuore della cultura grecanica e delle tradizioni bizantine — cresce un pioppo nero di 530 centimetri. Un albero che ha attraversato il tempo in uno dei pochi luoghi d’Europa dove una lingua antichissima si è conservata parlata, non solo studiata.
A Roghudi, comune che porta con sé l’immagine, fotografata mille volte, del suo centro storico abbandonato dopo l’alluvione del 1971, il registro segnala un ontano nero di 540 centimetri in località Piscopio.
Il dato ufficiale lo colloca nel territorio comunale, non dentro le case vuote di Roghudi Vecchio — ma la coincidenza tra un albero che ha continuato a crescere indisturbato e un paese che ha smesso di farlo dice, da sola, più cose di tanti convegni sullo spopolamento dell’entroterra.
A Zervò, nei boschi di Santa Cristina d’Aspromonte, una delle tre schede della zona riporta in calce un dettaglio che è già una storia: “Ex Sanatorio Vittorio Emanuele III”. Come molte strutture sanitarie d’alta quota dei primi decenni del Novecento, pensate per curare la tubercolosi con l’aria di montagna, il sanatorio non esiste più.
Gli abeti bianchi che lo circondavano — uno singolo da 490 centimetri, un gruppo che arriva agli stessi 490 — gli sono sopravvissuti. A pochi passi cresce anche un tasso (Taxus baccata) di 320 centimetri, segnalato per rarità botanica.
Quattro soste che puoi fare davvero questo weekend
Cittanova, Villa Comunale Carlo Ruggiero
È la tappa più semplice di tutto l’elenco: un giardino pubblico, nessuna escursione, nessun permesso. Qui convivono una sequoia sempreverde di 34 metri e un pino strobo che la supera di poco, arrivando a 35.
Due specie non autoctone, portate in Calabria probabilmente per arricchire il giardino di una villa signorile, oggi diventate patrimonio botanico riconosciuto. Tappa fotografica facile da inserire in un giro tra Piana di Gioia Tauro e Aspromonte.
San Luca, sulle tracce del castagno più grande del Reggino
San Luca è il paese natale dello scrittore Corrado Alvaro, ed è anche il comune che custodisce il castagno monumentale più imponente della provincia: 950 centimetri a Fontanelle, più un secondo esemplare a San Giorgio di Pietracappa.
Sono alberi che vivono dentro i boschi dell’Aspromonte, raggiungibili con un’escursione organizzata — non una passeggiata della domenica, ma un’esperienza che lega botanica e paesaggio.
Gambarie, il libocedro che guarda lo Stretto
Gambarie, frazione di Santo Stefano in Aspromonte, è la stazione di montagna più conosciuta dell’Aspromonte: ci si va a sciare d’inverno e a cercare fresco d’estate, a circa 40 minuti d’auto da Reggio Calabria.
In pieno paese, lungo via Giuseppe Garibaldi, cresce un libocedro di 475 centimetri — specie nordamericana segnalata anche per rarità botanica. Probabilmente l’esemplare monumentale più facile da raggiungere tra quelli in alta quota: nessun sentiero, solo una passeggiata.
Siderno, due giganti a un passo dal mare
Sul versante ionico, Siderno è una delle località balneari più frequentate della Locride. Il registro vi segnala due schede, entrambe in contesto urbano: una quercia castagnara in località Latticugna e un piccolo gruppo omogeneo di roverelle alla Fondazione Monaca di Bello.
Una buona scusa per chi sta già pianificando un giro mare-collina sulla costa ionica reggina e vuole aggiungere una sosta botanica senza deviare dai programmi.
Una fotografia che invecchia
Va detta una cosa con onestà, perché è il tipo di trasparenza che chiediamo anche agli altri. Il Registro regionale nasce con la Delibera di Giunta Regionale n. 183 del 5 maggio 2017, in attuazione della Legge 10/2013.
Le schede tecniche del Reggino portano tutte in calce un codice che termina con “/18”: è l’anno dei rilievi sul campo, condotti nel 2018 e poi confluiti nel primo aggiornamento nazionale, recepito con decreto del Mipaaf nell’aprile 2019. Da allora la Regione ha approvato almeno un secondo aggiornamento, nel 2021.
Tradotto: i numeri di questa mappa sono ufficiali, verificabili e — li abbiamo controllati uno per uno contro la fonte regionale — esatti. Ma fotografano un momento preciso, non il presente assoluto.
Un albero, anche monumentale, può cadere per una tempesta o essere abbattuto per ragioni fitosanitarie. Prima di organizzare una visita, soprattutto per gli esemplari nei boschi più remoti, verifica con il Comune di riferimento che l’albero sia ancora in piedi.
FAQ
Il Registro regionale ne censisce 34 nella provincia di Reggio Calabria, distribuiti in 19 comuni tra Aspromonte, Piana di Gioia Tauro, Costa Viola e Locride.
Il castagno di Fontanelle, frazione di San Luca, con 950 centimetri di circonferenza del fusto — il record assoluto della provincia.
Il gruppo di abeti bianchi di Tre Aie, sopra Reggio Calabria, che nei punti più alti raggiunge i 36 metri.
È un albero che soddisfa criteri precisi di età, dimensioni, forma, rarità o valore storico-culturale, definiti dalla Legge 10/2013 e dal DM 23 ottobre 2014.
Età e/o dimensioni, forma e portamento, valore ecologico, rarità botanica, pregio paesaggistico, valore storico, culturale o religioso. Bastano uno o più criteri per l’iscrizione.
Sì. La Legge Regionale 47/2009, aggiornata dalla L.R. 1/2019, tutela gli alberi monumentali calabresi in parallelo alla norma nazionale.
In 19 comuni: tra gli altri San Luca, Samo, Cittanova, Reggio Calabria, Condofuri, Roghudi, Siderno e Santo Stefano in Aspromonte (Gambarie).
20 specie diverse, dal castagno alla sequoia sempreverde, dall’abete bianco al pioppo nero, fino a specie non autoctone come libocedro e pino strobo.
L’abete bianco, presente in 6 delle 34 schede censite, concentrato soprattutto nei boschi d’alta quota dell’Aspromonte (Zervò, Tre Aie, Cardeto, Bagaladi, Scilla).
Indica che la scheda descrive un piccolo gruppo di alberi della stessa specie, misurato come unità, non un singolo tronco isolato. Riguarda 5 delle 34 schede del Reggino.
Sì, con una distinzione: 7 esemplari sono in contesto urbano e si raggiungono senza escursione, gli altri 27 vivono nell’entroterra e richiedono spesso una guida.
Quelli di Cittanova, Oppido Mamertina, San Lorenzo, Gambarie e Siderno: tutti in contesto urbano, raggiungibili a piedi dal centro abitato.
I rilievi tecnici sul campo risalgono al 2018, con un primo aggiornamento nazionale nel 2019 e un secondo aggiornamento regionale nel 2021.
È pubblicato dalla Regione Calabria, in attuazione della Legge 10/2013 e della L.R. 47/2009.
È una ricorrenza istituita dalla stessa Legge 10/2013 che ha introdotto il censimento degli alberi monumentali. Si celebra il 21 novembre di ogni anno.
Per continuare il viaggio nell'entroterra
Molti di questi esemplari si trovano negli stessi territori che raccontiamo nei nostri itinerari in Aspromonte: se questa mappa ti ha incuriosito, è il punto di partenza giusto per organizzare una giornata che unisca natura, storia e i borghi che la montagna custodisce.
E se conosci un gigante verde della tua zona che non hai trovato in questa lista — magari perché più recente, o perché non ancora segnalato — scrivici a info@visit-reggiocalabria.com. Il racconto del territorio si costruisce anche così, un albero alla volta.
Chi ha scritto questo articolo
Christian Zuin è project manager e tourism marketing strategist. È fondatore e CEO di Protur Media, agenzia di comunicazione e marketing per il turismo e la promozione territoriale con sede a Reggio Calabria, e project manager della piattaforma Visit Reggio Calabria. Lavora su destination management, posizionamento delle destinazioni e progettazione di prodotti turistici per enti pubblici, DMO e imprese ricettive in Calabria e nel Mezzogiorno. Si occupa di formazione per operatori turistici e collabora con istituzioni accademiche sui temi del turismo nelle aree interne.





